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La sessualità è definita dall’OMS (2006) come “un aspetto centrale dell’essere umano lungo tutto l’arco della vita e comprende il sesso, le identità e i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione. La sessualità viene sperimentata ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, convinzioni, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. […] La sessualità è influenzata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, etici, giuridici, storici, religiosi e spirituali”.

L’OMS ha fornito anche una definizione di consulenza sessuale: “attività di sostegno capace di aiutare le persone in difficoltà ad assimilare le loro conoscenze e trasformarle in stili di vita soddisfacenti e comportamenti responsabili”.

Il compito del consulente sessuale

Il compito del consulente sessuale è innanzitutto quello di accogliere la richiesta del consultante, facilitando l’espressione del suo disagio. Determinante sarà la capacità di ascolto, nel rispetto dei valori, della storia e del linguaggio proprio di colui che richiede supporto.

Spesso chi si rivolge ad un esperto di sessuologia porta con sé un carico di imbarazzo, vergogna, paura del giudizio. Sta all’esperienza, delicatezza e atteggiamento del consulente, facilitare l’apertura del consultante, per permettergli di esprimersi, a modo suo e liberamente, di aspetti intimi e sicuramente assai personali.

Attraverso una prima fase di “riconoscimento”, il consulente sposterà progressivamente il focus sul problema presentato e, tramite un’approfondita anamnesi sessuale, sarà in grado di determinare l’ambito del suo intervento, collaborando passo passo con il consultante nella messa a fuoco del disagio sessuale e delle possibili soluzioni.

Gli ambiti della consulenza sessuale

L’ambito informativo ed educativo

In alcuni casi l’intervento del consulente si rivelerà in ambito informativo: spesso vi è una mancanza di informazioni riguardanti l’anatomia e la fisiologia della risposta sessuale. La sessualità cambia anche in relazione all’età in cui si pratica, alle condizioni fisiche, psicologiche e culturali. Il processo informativo, talvolta, può essere del tutto risolutivo del disagio sessuale presentato, perché la corretta serie di informazioni può trasformare la cognizione e la percezione del problema, dissolvendolo o permettendo una migliore e decisiva accettazione.

L’intervento informativo del consulente sessuale gioca un ruolo importante anche nell’ambito del superamento degli stereotipi e delle false credenze.

L’ambito diagnostico

Di fronte ad una problematica sessuale il consulente deve arrivare ad una corretta analisi in ambito diagnostico, per poter in seguito indirizzare il richiedente lungo il giusto percorso risolutivo.

Questo compito prevede un’attenta anamnesi, l’uso di test specifici in ambito sessuale e l’essenziale sinergia con determinate figure professionali, che gli permettano di escludere o confermare alcune delle cause responsabili del problema sessuale. L’andrologo, l’urologo e il ginecologo vengono quindi chiamati in causa quando è necessario espletare un approfondimento diagnostico al fine di escludere o confermare una diagnosi o, più spesso, di determinare in quale misura la componente organica possa essere responsabile dei sintomi portati in consulenza. Infatti, in un’ottica bio-psico-sociale, ci sono spesso concause che agiscono sui tre fronti e che determinano, nel loro insieme, il disagio sessuale.
Con una corretta diagnosi è possibile capire quando un disagio puramente psicologico richiede un lavoro psicoterapeutico preliminare rispetto all’intervento sessuologico. Allo stesso modo si può correggere un eventuale squilibrio organico, ponendo le basi per un successivo lavoro sessuologico che avrà più probabilità di risoluzione.

Il processo di risoluzione

Quando l’analisi della domanda comporta in risposta un processo di educazione sessuale, il consulente provvederà a fornire tutte le informazioni necessarie a chiarire le idee e sviluppare il più sano atteggiamento verso il proprio corpo e la sessualità.
L’intervento del consulente sessuale può essere di per sè già risolutivo, quando è in grado di procurare un cambiamento sostanziale della percezione di un problema; quando chiarisce e, spesso, smentisce stereotipi e false credenze e quando, tramite un’accettazione senza pregiudizi e giudizi morali, sostiene il consultante per problematiche di lieve entità. Negli altri casi è in grado di indirizzare la richiesta verso il giusto professionista, svolgendo direttamente e con cura la fase di collegamento e invio in modo ottimale. La persona non sarà abbandonata ad un complicato “fai da te”, con la necessità di dover ricominciare da capo ogni volta.

Benessere sessuale e salute della persona

Rivolgersi al consulente sessuale nel caso in cui si abbia la sensazione di essere “strani” nelle fantasie o nelle pratiche sessuali, di provare un disagio sessuale non transitorio, un conflitto relazionale che coinvolga l’intimità o semplicemente nei casi in cui si hanno dei dubbi e si vogliano precise informazioni, è il primo passo per proteggere la propria salute sessuale, che è ormai considerata come una componente essenziale della salute della persona, nella sua totalità.