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All’interno del processo di consulenza sessuale è molto importante effettuare una corretta anamnesi psicosessuale.

Attraverso il colloquio esplorativo e di approfondimento si arriva a determinare com’è strutturata la sessualità della persona che si è presentata al colloquio, con la finalità di essere in grado, in presenza di disagio o disfunzione sessuale, di effettuare una precisa diagnosi e, di conseguenza, impostare la risposta terapeutica più efficace.

Durante l’anamnesi si approfondisce sia la situazione attuale - quella relativa al “qui e ora” presentato dal consultante - sia la storia psicosessuale, che affonda l’esplorazione fino all’infanzia e coinvolge anche l’ambiente familiare e sociale, ripercorrendo tutte le principali tappe dello sviluppo psicosessuale, le esperienze, gli atteggiamenti e le modalità attraverso le quali si è strutturata la persona che si ha davanti.

Per la natura delle domande, molte delle quali di natura intima, è essenziale creare all’inizio un clima accogliente, dove la fiducia di chi si rivolge a consulenza possa predisporre all’apertura e alla condivisione dei fatti intimi. Infatti in un’anamnesi psicosessuale ben fatta ci si addentra nei particolari, si dà importanza alle sfumature espressive, all’espressione corporea (il cosiddetto non verbale) e ad altri fattori che possano risultare utili a comprendere presto e nel miglior modo possibile la situazione per la quale è stato richiesto l’aiuto.

Dopo aver chiesto tutte le informazioni generali sulla persona (la cosiddetta fase di “riconoscimento”) e ascoltato il problema che il richiedente presenta, si procede all’approfondimento delle condizioni attuali nelle quali si è presentato il disagio, cominciando a raccogliere tutte le informazioni che aiuteranno a definire compiutamente il disturbo e a costruire un’immagine quanto più approfondita della persona che presenta tale disturbo. Si esplorano anche fattori diversi dalla natura personale o sessuale, i quali possano aver contribuito a innescare o mantenere i sintomi presentati (farmaci, uso di droghe, alcool, interventi chirurgici, ecc.).

Mentre si susseguono le domande e le risposte relative alla situazione recente e attuale, che ha portato il consultante a decidere di chiedere aiuto, si costruisce un’ipotesi diagnostica che guiderà il resto dell’anamnesi psicosessuale. E’ importante esplorare le fasi della risposta sessuale: desiderio, eccitazione, orgasmo, grado di soddisfazione sessuale. Per ciascuna di queste aree si dovrà partire dalla situazione attuale e valutare, con opportune domande, se il problema riportato è dovuto a cause immediate o in qualche misura collegato a situazioni e cause meno contingenti e attuali (spesso sono presenti entrambe le condizioni). Si procederà in tal senso ad ottenere informazioni dalla storia remota della persona, in modo che sia più chiaro inquadrare e dare un significato preciso alle difficoltà presenti.

Il processo diagnostico e l’anamnesi psicosessuale ivi contenuta, può richiedere anche più di un colloquio, perché si dovranno approfondire le aree biologica, psicologica, familiare, relazionale e sociale, ottenendo un quadro sufficientemente chiaro per poter procedere con sicurezza alle fasi successive di presa in carico o corretto invio al professionista a cui in quel caso è necessario ricorrere.

Ecco alcuni dei temi precipuamente sessuali che possono essere esplorati durante l’anamnesi psicosessuale:

E’ importante sottolineare che la natura di questo tipo di indagini richiede una delicatezza, attenzione e rispetto speciali nei confronti di chi deve aprirsi così in profondità. Anche se queste informazioni sono essenziali per poter, alla fin fine, aiutare chi si è rivolto al consulente con un problema nella sfera della sessualità, è importante che tali informazioni siano ottenute non in modo forzato o troppo imbarazzante, dando tutto il tempo necessario e lasciando che il consultante decida le modalità, il linguaggio e la profondità con cui procedere.