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Questo articolo risale al 2004 e certamente da allora sono cambiate molte cose, soprattutto sul versante tecnico, portando la comunicazione virtuale ad un grado di consuetudine che nel 2004 era meno evidente. Alcune considerazioni riportate nell'articolo sono però sostanzialmente valide ancora oggi, perciò ho preferito mantenere inalterato il contenuto dell'articolo, riservandomi in altra sede di pubblicare qualcosa di più aggiornato.

Premessa

L'argomento è stato oggetto di discussione in una serata in chat con i visitatori e gli iscritti del sito del Dr. Giuseppe Vadalà (febbraio 2004 su www.drvadala.it).

Le note di preparazione alla serata, oltre agli interessanti spunti della discussione, hanno fornito il contenuto per il presente articolo divulgativo.

Sicuramente l'argomento viene qui trattato da una prospettiva particolare e pertanto non l'articolo non ha alcuna pretesa di essere esaustivo.

Ringrazio coloro che hanno partecipato alla serata, stimolando la discussione e aggiungendo alla trattazione dell'argomento il loro importante punto di vista.

Introduzione

L'avvento di Internet, della comunicazione virtuale e della chat in particolare, ha alterato i confini del contatto tradizionale, nell'approccio comunicativo tra esseri umani. Da un lato abbiamo assistito ad una espansione della funzione dell'immaginazione e dell'evocazione, aspetti sollecitati dall'assenza della fisicità dell'interlocutore e per il relativo anonimato che spesso circonda il suo nickname, dall'altro è stato più volte rilevato un peggioramento della comprensione delle comunicazioni, a volte a livello di veri e propri fraintendimenti, per la mancanza di stimolazione di alcuni sensi che viceversa partecipano come canali informativi nei contatti relazionali reali (si pensi all'olfatto, che ci mette in grado di percepire odori, profumi, oppure alla vista attraverso cui osserviamo le espressioni facciali aiutandoci a comprendere meglio i messaggi dell'interlocutore).

La costituzione della dimensione virtuale ha anche favorito la possibilità di filtrare meglio le informazioni che si desiderano siano "viste" da tutti e di celare quelle che per qualsiasi motivo non si vogliano "svelare". Accade dunque, utilizzando gli strumenti propri della comunicazione virtuale come l'email, il forum, il blog e la chat, di poter "nascondere" reazioni di stizza, di rabbia, di vergogna, di inibizione, di confusione, di umiliazione, di delusione, manipolando le frasi che vengono inviate e approfittando delle caratteristiche della semplice comunicazione del testo scritto. In questo modo possono essere enfatizzate e poste in risalto le attitudini, le esperienze e le modalità che disegnano un'immagine virtuale dello scrivente (o meglio del "digitante") in un certo senso distorta, se non del tutto arbitraria rispetto alla consueta realtà.

In sintesi con la virtualità si accede ad un livello maggiore di manipolazione dell'immagine esterna - immagine la cui figura virtuale può essere chiamata Personaggio - agendo proprio sull'impossibilità per gli interlocutori di scoprire con facilità e immediatezza i segni espressivi e le caratteristiche della Persona che sta dietro al monitor di un altro computer.

Chat, tra verità e menzogna

Il dialogo virtuale offre alcuni parametri per immaginare con una certa approssimazione le qualità, almeno mentali, dell'interlocutore, ed anche lo stile ed entro certi limiti anche il grado di cultura. Tuttavia è pressoché impossibile distinguere con certezza una comunicazione diretta, autentica, veritiera, da una composta da reazioni impulsive, esagerazioni ridimensionate da immediate correzioni, da omissioni volontarie e comunicazioni la cui incongruenza con l'espressione facciale o vocale renderebbe lampante che si tratti di una menzogna, più o meno consapevole.

E' dunque abbastanza facile scoprire, anche ascoltando le numerose esperienze di frequentatori di chat, che quello che viene detto in chat non sempre corrisponde ad una affermazione vera.

Chat, occasione di svelamento?

L'individuo che utilizza la chat ha la possibilità di esprimere alcune verità interiori mai comunicate, sia per mancanza di interlocutori, sia per mancanza di fiducia in se stesso, necessaria a tollerare la tensione e la paura di rifiuti e colpevolizzazioni, o di giudizi morali.

L'anonimato favorisce il disvelamento di queste profonde sacche di pensieri, atteggiamenti, fantasie, desideri mai espressi o poco soddisfatti e permette l'autoesplorazione, con un miglioramento della consapevolezza di queste zone oscure.

Il feedback ricevuto in chat da parte di amici e interlocutori può rendere circolare e produttivo questo disvelamento, sino a rendere armonica e funzionale l'integrazione di queste nuove potenzialità scoperte attraverso la chat con le esperienze e lo stile già acquisito con le esperienze reali. In altre parole vi è un fattore di crescita attraverso la chat, se nessuna esperienza deludente viene ad ostacolare questa nuova serie di scoperte ed esperienze. Si tratta della sperimentazione di se stessi, sotto le nuove luci offerte dalla dimensione virtuale. In questo senso il Personaggio di chat, una configurazione della Persona, non appartiene direttamente alla realtà consueta, ma sperimenta virtualmente modi di essere, di porsi e di comprendere, che presto saranno integrati durante le esperienze reali (spesso contattando nella realtà proprio gli amici conosciuti in chat).

Chat, ingannare dicendo la verità

La consapevolezza di non poter verificare, frase per frase, l'espressione e il tono emotivo con cui vengono accompagnate le frasi, induce a porre maggiore importanza alla comunicazione dei contenuti ed eventualmente dei correlati emotivi espressi utilizzando le faccine e i dispositivi grafici deputati ad accompagnare le emozioni relative al testo (emoticons). Il lettore dunque completa le informazioni mancanti attribuendo valore emotivo alle emoticons, quando presenti, al ritmo dell'invio del testo (assegnando un senso alle eventuali pause) e agli attributi del testo che svelano l'umore o l'intenzione del discorso (numero dei punti esclamativi, o interrogativi, lunghezza dei puntini di sospensione, ecc.).

Il lettore, soprattutto dopo una frequentazione prolungata, riesce a farsi un'immagine stabile dell'interlocutore proprio perché riconosce la costanza di questi segnali virtuali presenti nella comunicazione virtuale. Questo può portare a vedere come congruente e solida una figura dell'interlocutore che, in realtà, potrebbe essere confusa e contraddittoria, ma che appare virtualmente più dotata di quello che in realtà è. Ciò accade perché nel descriversi, nel reagire al dialogo virtuale, alcune persone decidono di porsi esclusivamente attraverso i lati positivi della propria personalità. Così facendo essi non mentono, esprimendo legittimamente quanto di vero alberga nel loro animo, ma offrono un'immagine a volte decisamente distorta e inducendo risposte di apprezzamento che agiscono da rinforzo in questo processo di autoinganno. Il risultato è che spesso le relazioni di chat, virtuali, sono "meravigliose" e cozzano contro una realtà affettiva e relazionale misera e conflittuale. Non è infrequente che l'interlocutore risponda a questi personaggi con una frase del tipo "fortunata tua moglie (o tuo marito)...", riferendosi a comportamenti e stili che in realtà la persona che sta dietro al personaggio non riesce a dimostrare pienamente nella sua dimensione reale.

Chat, ingannare senza scrupoli

In chat l'inganno consapevole è oltremodo utilizzato, probabilmente perché è meno frequente la possibilità di essere messi alle strette dalla "vittima" ed è più facile cambiare identità, nickname o semplicemente chat.

L'inganno diretto è a volte utilizzato nelle fasi iniziali di conoscenza, per proporre un'immagine positiva, forte, seduttiva, e dotata di tutte quelle qualità che in genere fanno scattare l'interesse e permettono con più frequenza di ottenere poi dialoghi privati e la disponibilità ad incontri successivi al primo. Vi è spesso il recondito obiettivo di arrivare alla sperimentazione di intimità sessuale virtuale, cioè dell'equivalente virtuale delle esperienze sessuali.

Se da un lato questa "tecnica" di aggancio può puoi essere mantenuta a costo di una continua serie di menzogne virtuali, dall'altro (e viene raccontato in molte storie di chat) si arriva al punto della confessione, momento in cui l'inganno viene disvelato, con conseguente delusione, a volte drammatica, della vittima, e tipica richiesta da parte dell'ingannatore di rimodellare il rapporto cercando di far dimenticare il primo "personaggio" con cui si è presentato. Così si viene a scoprire che molti "single virtuali" sono sposati, con figli, o che anziché ville o grosse macchine, o viaggi e conoscenze importanti, hanno risorse minime o addirittura insufficienti. Molto frequente l'inganno riguardo al lavoro, agli sport praticati, alle passioni (lettura, arte, ecc.) che vengono propinati senza che vi sia una benché minima rispondenza con la realtà abitudinaria della persona.

L'inganno viene scoperto nel tempo, quando i contatti successivi rivelano le incongruenze e le carenze, oppure, nei casi di inganno al fine di ottenere l'accesso al sesso virtuale, l'inganno si intuisce per il repentino disinteresse dell'utente per i temi culturali e i modi raffinati e rispettosi dell'approccio, e la virata verso un interesse assai meno poetico: lo sfruttamento dell'interlocutore come oggetto di sfogo sessuale.

E' importante sottolineare che questi utenti di chat, che utilizzano l'inganno con piena consapevolezza, risentono del loro stato di immaturità e delle difficoltà relazionali, spesso sperimentate a livello di realtà con ripetuti rifiuti e scarsa autostima.

Naturalmente la presenza di questa categoria di "ingannatori" non deve fare dimenticare che, al contrario, può esservi una intimità sessuale all'interno di una relazione virtuale del tutto rispettosa delle autentiche "verità" affettive dei protagonisti. In questo senso vi possono essere, ed è dimostrato da numerose testimonianze, autentici amori da chat (con o senza sperimentazione di intimità sessuale virtuale) dove l'inganno o la distorsione dall'autenticità sono assenti, ma dove si sperimentano tutte quelle alterazioni tipiche delle fasi di innamoramento.

Conclusioni

La chat è un luogo e una modalità di comunicazione, dove la realtà per certi versi si espande e per altri si contrae.

L'inganno e la comunicazione veritiera possono giocare un ruolo importante nel processo di crescita o nel mantenimento di una strategia relazionale evidentemente immatura. L'inganno consapevole, l'uso estremo del personaggio in vece della vera persona, oltre ad essere un segno evidente di immaturità e difficoltà relazionale, può dare adito ad inconsapevoli feedback positivi che rafforzano questo modo non autentico di essere, favorendo il gap che divide la realtà dalla virtualità e riducendo le possibilità di integrazione e arricchimento personale.

E' oltremodo importante comprendere che le acquisizioni e le scoperte "provate", sperimentate, a livello virtuale devono essere successivamente "esportate" a livello della realtà più consueta, al fine di rendere integrato l'individuo e ancora più ricco di risorse personali.

© Dr. Giuseppe Vadalà - 2004 - Il testo non può essere riprodotto né in parte né totalmente senza il consenso dell'autore